Si può morire di scorreggie?

Ed ora veniamo alla prima delle nostre tre domande cruciali: si può morire di scorreggie?

In altri termini, una prolungata ed intensa esposizione ai vapori dello Scatolo, può produrre danni permanenti alla salute o persino la morte?

La risposta è no. Non si può morire di scorreggie. Non potete uccidere la suocera (o Prodi, o Berlusconi, o chi vi pare) in questo sadico modo. Questa sostanza non è abbastanza tossica.

Tuttavia, lo scatolo può produrre diversi tipi di danni all’organismo. Ad esempio, si sa per certo che lo Scatolo può produrre un edema polmonare in alcuni tipi di animali, come capre, pecore, ratti e topi. Lo Scatolo è irritante per la pelle, per gli occhi e per l’apparato respiratorio.

Sono stati fatto degli studi di tossicità sullo scatolo e sono state determinate delle dosi letali. A queso proposito , il sito dell’Università di Oxford riporta i seguenti valori per lo Scatolo.

ORL-RAT LD50 3450 mg kg-1
IPR-MUS LD50 175 mg kg-1
SCU-FRG LDLO 1000 mg kg-1

Questi dati significano le cose seguenti, rispettivamente.

La dosa a cui muore il 50% delle cavie, per somministrazione orale nei ratti è di 3450 mg di Scatolo per ogni kg di peso corporeo dell’animale. In altri termini, per avere il 50% di probabilità di riuscire ad accoppare la suocera, che pesa circa 60 kg, è necessario cacciarle giù per gola almeno 207 grammi di Scatolo. Si tratta di una quantità corrispondente a circa due tazze da caffelatte di questa sostanza nauseabonda e granulare, simile al sale.

La dose a cui muore il 50% delle cavie, per soministrazione intraperitoneale nei topi è di 175 mg per ogni kg di peso corporeo dell’animale. In altri termini, per avere il 50% di probabilità di riuscire ad accoppare la suocera, che pesa circa 60 kg, è necessario iniettargliene nella panza (il peritoneo è la membrana che avvolge gli organi interni dell’addome) la bellezza di 10,5 grammi. Si tratta di una quantità di Scatolo in grani che, una volta disciolta in alcool (lo Scatolo non è solubile in acqua), richiede una siringa delle dimensioni di un clistere.

Il livello minimo di dose letale misurata, iniettando la sostanza sottopelle ad una rana, è di 1000 mg di Scatolo per ogni kg di peso corporeo. In altri termini, per avere la certezza di riuscire ad accoppare la suocera, che pesa circa 60 kg, è necessario iniettargliene sotto pelle la pellezza di 60 grammi. Si tratta di una quantità di Scatolo in sale corrispondente a circa mezza tazza da caffelatte. Per sciogliere questa quantità di Scatolo (i grani non si possono iniettare) è necessario qualcosa come un litro di alcool.

Come abbiamo visto, non è facile accoppare la suocera con lo Scatolo. Diventa ancora più difficile se si tiene presente che lo Scatolo non passa inosservato. Lo Scatolo è rilevabile all’olfatto quando è presente nell’aria a concentrazioni dell’ordine di 1,7×107 molecole per cm3. In altri termini, è sufficiente che ne sciogliate un grano in un cucchiaino da caffè di alcool per appestare tutta la casa.

Si può morire di fumo?

La seconda domanda della nostra serie è “si può morire per una intossicazione da Nicotina?”

In altri termini, una prolungata ed intensa esposizione alla Nicotina, può produrre danni permanenti alla salute o persino la morte?

Si, si può morire di Nicotina, ma non dopo anni ed a causa di un tumore ai polmoni, come molti credono. Si può morire nel giro di pochi minuti, tra spasmi incontrollabili ed atroci dolori, esattamente come muore uno scarafaggio colpito dall’insetticita. Per morire in questo modo è sufficiente spalmarsi sulle mani una cucchiaiata di Nicotina pura, inalarla, o iniettarsene una sola goccia. Nel passato, ci sono stati persino alcuni casi di omicidio portati a termine con l’uso della Nicotina (di solito quella contenuta negli insetticidi).

Vediamo allora come e quanto è tossica questa sostanza.

Le schede MSDS della Nicotina sono largamente e facilmente reperibili sul Web, ad esempio a questi indirizzi:

http://physchem.ox.ac.uk/MSDS/NI/nicotine.html

http://www.erowid.org/plants/tobacco/nicotine_data_sheet3.shtml

http://www.cdc.gov/niosh/ipcsnitl/nitl0519.html (in italiano)

Secondo le schede di sicurezza, risulta che la Nicotina può produrre i seguenti tipi di danni.

“La sostanza e’ irritante per gli occhi e la cute. La sostanza può determinare effetti sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale, causando convulsioni ed alterazioni respiratorie. L’esposizione molto superiore all’OEL può portare alla morte. Gli effetti possono essere ritardati. E’ indicata l’osservazione medica.”

“Test su animali indicano la possibilità che questa sostanza possa causare tossicità per la riproduzione o lo sviluppo umano.”

(Vedi: http://www.cdc.gov/niosh/ipcsnitl/nitl0519.html )

La cosa più illuminante è però la seguente frase di Wikipedia, che spiega in modo molto efficace qual’è il meccanismo di azione della Nicotina.

“A concentrazioni elevate la nicotina blocca il recettore dell’acetilcolina, questa è la ragione della sua tossicità e della sua efficacia come insetticida.”

(Vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Nicotina )

Riguardo alle dosi, risulta quanto segue.

ORL-RAT LD50 50 mg/kg
IPR-MUS LD50 5.9 mg/kg
SKN-RBT LD50 50 mg/kg
IVN-MUS LD50 0.8 mg/kg
SKN-RAT LD50 140 mg/kg

(vedi: http://physchem.ox.ac.uk/MSDS/NI/nicotine.html )

Questi dati hanno, rispettivamente, i seguenti significati.

La dose che è letale nei 50% dei casi per il ratto, se somministrata per via orale, è di 50 mg/kg di peso corporeo della cavia. Per accopare la suocera (60 kg), è sufficiente fargliene bere 3 gr, cioè circa mezzo cucchiaio da brodo.

La dose che è letale nei 50% dei casi per il topo, se somministrata per intraperitoneale (una puntura nella panza), è di 5,9 mg/kg di peso corporeo della cavia. Per accopare la suocera (60Kg), è sufficiente iniettargliene 354 mg, cioè poche gocce.

La dose che è letale nei 50% dei casi per il coniglio, se somministrata per semplice contatto con la pelle (!), è di 50 mg/kg di peso corporeo della cavia. Per accopare la suocera (60Kg), è sufficiente spalmargliene addosso 3 gr, cioè circa mezzo cucchiaio (!). Si noti che il ratto è più resistente del coniglio rispetto a questo tipo di somministrazione. Sono infatti necessari 140 mg/kg per uccidere il 50% delle cavie. Una ipotetica (?) e mostruosa suocera-ratto di 60kg di peso richiederebbe 8,4 gr di Nicotina per l’eliminazione.

La dose che è letale nei 50% dei casi per il topo, se somministrata per via intravenosa (una “pera” in vena), è di 0,8 mg/kg di peso corporeo della cavia. Per accopare una ipotetica suocera-topo di 60 kg, è sufficiente iniettargliene in vena 48 mg, cioè una sola goccia. In pratica, si può ottenere un effetto letale spalmando di Nicotina la punta di una freccia, esattamente come avviene per il ben più temuto Curaro.

Tutto questo, naturalmente, senza parlare delle caratteristiche cancerogene del fumo delle sigarette (che, come abbiamo detto, non sono dovute alla Nicotina ma ad altri componenti, tra cui le particelle microscopiche di carbonio che derivano dalla combustione della cellulosa delle foglie di tabacco e della carta in cui sono avvolte).